Siria - protesta nel campo profughi di Azaz - Michele Pero, fotografo professionista: fotogiornalismo e reportage per l'editoria
 
Michele Pero, fotografo professionista. Specializzato in fotografia di matrimonio e cerimonia, reportage, riproduzioni d'arte e fotografia pubblicitaria

Siria - protesta nel campo profughi di Azaz

6 dicembre 2012. Protesta nel campo di Azaz, Siria.
I rifugiati del campo di Azaz inscenano una protesta per chiedere migliori condizioni di vita al campo.
I profughi si trovano qui da più di tre mesi. Sono tutti scappati da Aleppo durante i bombardamenti e molti di loro hanno perso la casa proprio sotto le bombe di Assad. La loro speranza era di poter entrare in Turchia e ricevere assistenza come rifugiati ma, dopo un primo numero di profughi che sono stati accolti dal governo turco e stanziati nel moderno ed attrezzato campo di Kilis, la Turchia ha chiuso le frontiere e i successivi profughi si sono dovuti accalcare alla frontiera siriana, nel cosiddetto campo di Azaz.
Qui sono rimaste migliaia di persone a dormire all'aperto per mesi, occupando gli hangar della dogana siriana, trovando rifugio sotto i camion o sotto ripari di fortuna.
Poche settimane fa sono arrivate le tende donate dalla Mezzaluna Rossa del Qatar, ma le condizioni di vita al campo permangono durissime. Non c'è corrente elettrica, poca acqua per lavarsi, poco cibo. Inoltre le tende non sono impermeabili e molte famiglie si sono ritrovate l'acqua sul pavimento.
Dopo tre mesi di stallo, con l'inverno ormai arrivato, i profughi si organizzano e muovono verso il confine turco con l'intenzione di chiedere condizioni di vita migliori per il campo di Azaz e di far passare altri rifugiati in Turchia.
I siriani attraversano la terra di nessuno e de facto entrano in Turchia. I militari turchi accorsi sul posto mantengono la calma e avviano trattative con i profughi che, nel frattempo, bloccano il traffico della frontiera.
Si vivono attimi di tensione, con auto che tentano di passare il confine e i profughi che tentano di fermarle o di convincere gli occupanti ad unirsi alla protesta.
Un delegato viene accompagnato a parlamentare col Governatore turco della zona, per esporgli le richieste, mentre i turchi muovono un carro armato sul confine, con l'intento di mostrare i muscoli in caso che la folla in attesa del responso non riesca a mantenere l'ordine.
Il delegato ritorna che si sta facendo sera. La risposta del governatore non è stata positiva. Nulla di fatto, tutto rimane com'è. I profughi, ormai stanchi e infreddoliti, accettano loro malgrado la decisione e fanno mestamente ritorno alle loro tende.



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