Michele Pero, fotografo professionista. Specializzato in fotografia di matrimonio e cerimonia, reportage, riproduzioni d'arte e fotografia pubblicitaria

Là fuori sono tutti matti

Nei primi mesi del 1997 scoppia in Albania una furiosa rivolta popolare contro il governo del paese colpevole di avere portato le piramidi finanziarie al collasso. Le caserme dell'esercito e i depositi di munizioni vengono saccheggiati e il popolo si arma.
Vecchi dissidi vengono affrontati a colpi di Kalashnikov e tantissimi disperati si riversano sull'Adriatico nella speranza di raggiungere l'Italia ed iniziare una nuova vita.
Nel tentativo di frenare queste insostenibili ondate di profughi il governo italiano invia il proprio esercito in Albania al fine di riportare l'ordine.
Michele Pero raggiunge Valona tre giorni prima dell'arrivo della Marina Italiana e dell'Esercito. La città è in mano a malviventi di fazioni rivali che si fronteggiano.

dal DIARIO DI UN FOTOREPORTER NEI BALCANI
Valona. Il sole è già sorto da un pezzo ma i colpi di Kalashnikov continuano a risuonare dappertutto. Non accennano a placarsi. Davanti al byreqtore dove sto facendo colazione un uomo viene gravemente ferito a colpi di mitra. Agonizzante, viene caricato sulla Mercedes dei malviventi e portato via, fra la paura e l'impotenza della gente. Non li ferma nemmeno la notizia che i soldati italiani sbarcheranno qui domani all'alba.
Mi faccio strada fra i quartieri poveri del porto. Voglio raggiungere la collina dove si trova la cittadella dell'ospedale psichiatrico. Un'auto mi affianca e i quattro uomini a bordo mi intimano, sorridendo, di non proseguire: «non troverai nulla di buono qua». Tornando sui miei passi aggiro il quartiere e poco dopo mi trovo di fronte all'ingresso della cittadella: "Spitali Nevropsiqiatrik Ali Mihali Vlore". Alte mura di cinta e un grosso cancello di ferro, spalancato! Invano chiamo alla ricerca di un custode ma sembra che non ci sia nessuno. Avanzo sul lungo viale e raggiungo una palazzina. La porta è aperta. Entro.
Non ricordo da quanto tempo stia girovagando freneticamente fra le stanze aperte, fra i pazienti che, sorridendo, si lasciano fotografare, quando vedo tre infermieri che si dirigono verso di me chiedendo chi fossi e che cosa stessi facendo lì. Date le dovute spiegazioni mi accolgono di buon grado e mi conducono a visitare tutto l'ospedale. Sembra una festa. Mi accorgo di essere un piacevole diversivo per questa gente che non pare internata. L'unico cancello serrato che incontro è quello che divide gli edifici degli uomini da quelli delle donne. I pazienti sembrano liberi di girare tutta la cittadella a loro piacimento. Ne trovo in cucina che aspettano l'ora del pasto. Altri nelle celle di isolamento che, appoggiati ai davanzali delle finestre e con la porta aperta, guardano fuori. Mi affaccio sullo spiazzo del palazzo principale che domina dall'alto la città di Valona. Sotto il caldo sole di questo aprile albanese domando ad uno dei pazienti perché non approfittino delle porte aperte per uscire da qui. La risposta mi lascia interdetto: «Uscire? Per andare dove? Là fuori sparano. Là fuori sono tutti matti!»

Michele Pero

Da Settembre 2009 Michele Pero è entrato a far parte dell'agenzia internazionale Nazca Pictures che rappresenta e distribuisce i suoi reportages.

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