On the highest peak of Mount Tomor, central Albania, graved in a small tekke, Abaz Alì, son-in-law of Mohammed, rests in peace. Every year, at the end of August, thousands of faithful pilgrims of the Bektashi sect meet here for their biggest and most important feast of the year.

Arriving by off road cars, they camp at Kulmak pass, right under Tomor’s peak, nearby the five graves of the founder dervishes of the Albanian Bektashism. Each family buy a lamb from one of the many shepherds arrived with their flocks. The lamb sacrifice is a peculiar ritual of this feast. Thousands of lambs are slit by slaughter experts in a non-stop night-and-day loop in a slaughter location set up right nearby the camp. Faithfuls mark their heads with the fresh blood of the lamb.

Bektashis, Shiite (Sufi) sect of the Islam, is a small enclave that resisted the Communism. The few rules of the sect are perfect for the Albanian which is not very tolerant to rules and impositions. Bektashi can drink alcohol, smoke, and have no restrictions like the integralist of the Islam. They have to behave toward each other according to Haci Bekta? Veli’s “golden word”, the founder of the sect. Rules that appear very similar to Christianity’s ten commandments, Buddhism, and Hinduism. Hence a third part of their roasted lambs is given to charity.

At the end of the one-week non-stop feast the lead dervish, called Dede Baba, the “father of all grandfathers” Haxhi Reshat Bardhi gives speeches to the crowd. Vice leader of the sect, dervish Baba Edmund, former general of the Albanian Army, now spiritual guide of Bektashism, meets faithful pilgrims, answers their spiritual questions, prays for them. Faithful followers kindly call him Babamundi. He will become one day the new Dede Baba.


La festa dei Bektashi

Sul picco più alto del monte Tomor, Albania centrale, sepolto in una piccola teqe, Abaz Alì, il fratellastro di Maometto, riposa in pace. Ogni anno migliaia di pellegrini della setta Bektashi si ritrovano qui per celebrare la loro festa più importante di tutto l’anno

Arrivati a bordo delle loro Jeep, si accampano al passo di Kulmak, giusto sotto il picco del monte Tomor, accanto alle cinque tombe dei dervisci fondatori del bektashismo albanese. Ogni famiglia compra un agnello dai pastori arrivati con i loro greggi per l’occasione. Il sacrificio dell’agnello è un rituale peculiare di questa festa. Migliaia di agnelli vengono sgozzati da esperti macellai in un apposito macello situato proprio vicino al campo, in un carosello continuo di sgozzamenti che va avanti giorno e notte per tutta la durata della festa. I fedeli devono segnarsi la fronte col sangue fresco dell’agnello appena sgozzato, in segno di purificazione.

I bektashi, una piccola setta sciita (Sufi) dell’Islam, è una enclave che ha resistito al comunismo in Albania. Le poche regole della seta sono perfette per l’albanese che non tollera imposizioni. I bektashi possono bere alcol, possono fumare e non hanno restrizioni come i loro fratelli integralisti. Sono tenuti ad un comportamento civile e tollerante verso gli altri, nel rispetto delle “parole d’oro” del fondatore della setta Haci Bekta? Veli. Le regole appaiono molto simili ai Dieci Comandamenti del Cristianesimo, ai principi del Buddismo e dell’Induismo. Per questo la terza parte dell’agnello arrostito deve essere data in segno di carità al prossimo.

Alla fine di una settimana di festa ininterrotta, il capo della setta, il Dede Baba Haxhi Reshat Bardhi, “il padre di tutti i nonni”, arringa la folla. Il suo vice, il Baba Edmund, amichevolmente chiamato Babamundi dai fedeli, ex generale dell’esercito albanese, guida spirituale del bektashismo, incontra i fedeli che gli pongono questioni spirituali. Lui risponde, consiglia, prega per loro. Un giorno sarà lui il nuovo Dede Baba.