HOW IT ALL STARTED

Germany, Italy and Japan. Three countries sharing the same fate, at the end of World War II. Three countries destroyed to the ground. The 80s. Germans arrive in mass in Italy for vacations. Their pockets are stiffed of money. They seem can buy the World. They look aliens to the most Italians. Their industry is already a reference of excellence for precision and quality. My grandfather. He did World War II. He spent the last months of the conflict as a prisoner in Germany. He always spoke of Germany with respect. He was used to show me the tools he brought back. They were special things to him, like if in Italy similar products could not be found. My grandmother. In 1952 she purchased a Rolleicord III, a Carl Zeiss binocular and a pair of Solingen scissors in Germany. She always kept these objects as if they were rare and precious. All of that made me so curious to know more.

THE JOURNEY AND LA DOLCE VITA

I had my first contact with Germany in the 90s. It soon looked a special country to me also. I could not clear from my mind the images of “Germania anno zero” by Rossellini, and the words of Enzo Biagi, during his TV format “Il fatto” on RAIUNO. He told of his journey to Italy made right after the war, from south to north. He said: “I saw a Country destroyed to the ground”. Destroyed to the ground, as Germany and Japan also were at the end of World War II. All of that was in contrast with the perception I was having of my Country, Italy, and… – this reading continues on the book “La Dolce Vita Made in Germany”

PROLOGO

Germania, Italia, Giappone. Tre Paesi accomunati dallo stesso destino, all’alba della fine della guerra del 1945. Sono tre Paesi rasi al suolo. Anni ‘80. In Italia arrivano tedeschi in massa a passare le vacanze nel Bel Paese. Hanno le tasche piene di soldi da spendere. Si presentano come alieni. La loro industria è già un riferimento di eccellenza per la precisione e la qualità dei prodotti. Mio nonno. Fece la Seconda Guerra Mondiale. Passò gli ultimi mesi prigioniero in Germania. Ne parlò sempre con ammirazione. Mi mostrava gli arnesi che aveva riportato da là, come fossero delle cose speciali che in Italia non si trovavano. Mia nonna. Nel 1952 comprò in Germania una Rolleicord III, un binocolo Carl Zeiss e un paio di forbici speciali Solingen. Ha sempre custodito questi oggetti come fossero rari e preziosi. Tutto questo mi ha sempre incuriosito.

IL VIAGGIO E LA DOLCE VITA

Ho avuto il mio primo contatto con la Germania negli anni ’90. Anche a me parve subito un Paese speciale. Non riuscivo a togliermi dalla mente le immagini di “Germania anno zero” di Rossellini. Ma furono le parole di Enzo Biagi, che ascoltai durante una sua puntata su RAIUNO de “Il fatto”. Raccontò di un viaggio che fece all’indomani dell’armistizio. Percorse tutto lo stivale da sud a nord e disse: “Vidi un Paese distrutto, raso al suolo”. Raso al suolo, com’erano anche la Germania e il Giappone alla fine della II Guerra Mondiale. Tutto ciò contrastava parecchio con la percezione che avevo del mio Paese, l’Italia, e… – questa lettura prosegue sul libro “La Dolce Vita Made in Germany”