In 1992 Yugoslavia is living a period of terror. Bosnian refugees in south Croatia are isolated and with no food. Forced to live in shacks they are left to their destiny. On the one side the Serbians that fight them out from their territories in a fratricidal war, on the other one the Croatians that unwillingly guest them in their lands.
With this reportage we followed humanitarian carriers bringing food and clothes to the refugees of the areas between Bosnia and Croatia, nearby Hrvace and Sinj, in the inside lands of Split.

1992 – La Jugoslavia vive un tempo di terrore. I bosniaci rifugiati nel sud della Croazia sono isolati e senza cibo. Costretti a vivere in baracche di fortuna sono abbandonati al loro destino. Da una parte i serbi che li cacciano dai loro territori con una guerra fratricida, dall’altra i croati che malvolentieri ospitano i profughi sul loro territorio. Al confine tra la Croazia e la Bosnia, nell’entroterra di Spalato, fra Sinj e Hrvace al seguito dei convogli umanitari della Caritas. Qui, interi gruppi di sfollati dalle regioni bosniache in guerra contro i serbi hanno trovato accoglienza, seppure con una certa distanza, da parte del governo croato. Nonostante la sistemazione in baracche sia decente, i rifornimenti di viveri non sono sempre garantiti.
La Caritas Italiana facente capo alla diocesi di Sansepolcro, ha organizzato un ponte umanitario di trasporto viveri e generi di prima necessità. Il viaggio viene fatto via traghetto all’andata e via terra al ritorno, per risparmiare il denaro della raccolta volontaria effettuata nell’ambito della diocesi di Sansepolcro.
Uno di questi viaggi di ritorno avverrà poco prima dell’offensiva lampo croata che strapperà ai serbi della Krajina il controllo della baia di Maslenica, unica via di comunicazione tra costa e continente, e l’aeroporto di Zara.
Il viaggio di ritorno avviene in una atmosfera surreale, di totale immobilità dei luoghi, di desolazione di persone. Il passaggio dei mezzi sul ponte di Maslenica, seriamente compromesso dai bombardamenti, è emblematico.