1997, Albania, During the first months of the year, the financial pyramids collapse and the people of Albania begins a furious fight against the Government and its representatives in the whole Country, especially in the South. Prisons are let open and convicts escape, joining gangs which terrorize the region.
Zani Caushi is leader of one of the most dangerous of these gangs. Everybody shoots with their Kalashnikov, day and night, in a non-stop immense shooting which takes over any other sound in Vlore. Old disagreements are settled by Kalash. Lots of Albanians run away from Vlore and leave the Country heading to Italy. Albania is left in a anarchy period.
With the intent to restore peace, Italian Government leads Operation Alba (Sunrise). More than 7000 soldiers are sent to Albania. The first landing is in Vlore. While Bersaglieri corps move from Durazzo via land, marines Marò land in Vlore.
This reportage is the story of that journey Durazzo to Vlore.

1997, Albania. Nei primi mesi dell’anno crollano le cosiddette piramidi finanziarie e il Paese cade in quella che verrà poi chiamata “anarchia albanese”. Una furiosa rivolta popolare, iniziata proprio a Valona, si scatena contro il Governo. Il popolo imbraccia i Kalashnikov che ogni Albanese possiede in casa. Assalta le caserme dell’esercito e saccheggia i depositi di munizioni. Vecchi dissidi vengono affrontati a colpi d’arma da fuoco. Le prigioni, rimaste senza controllo, vengono aperte e i delinquenti più pericolosi scappano e si costituiscono in bande. Una delle più pericolose è capeggiata da Zani Caushi, a Valona, dove avvengono i fatti più cruenti di questo periodo. Intanto, tantissimi disperati si riversano sull’Adriatico nella speranza di raggiungere l’Italia ed iniziare una nuova vita, lontano dal caos. Nel tentativo di frenare queste insostenibili ondate di profughi il governo italiano invia il proprio esercito in Albania al fine di riportare l’ordine, con quella che sarà chiamata “Missione Alba”.
Il reportage racconta i giorni dell’arrivo a Valona dei Bersaglieri via terra da Durazzo e dei Marò via mare a Valona.

Dal “DIARIO DI UN FOTOREPORTER IN ALBANIA”

Primavera 1997. Un incrociatore italiano sta dirigendo su Valona col suo carico di Marò. Nello stesso momento, una colonna di Bersaglieri con carri armati sta muovendo da Nord via terra. Stessa destinazione. L’esercito italiano sta facendosi strada per arrivare a prendere Valona.
Sono già a Valona da due giorni, con un collega. Il mio amico Arjan, albanese, nostro autista ed interprete, non è voluto proseguire. Ieri ci ha lasciati alle porte della città. La paura di entrare ha prevalso su tutto ed è voluto tornare indietro, verso il centro dell’Albania, nelle zone pacificate e più sicure.
Valona sembra un inferno. Sparano dalla mattina alla sera, ininterrottamente. La quantità di bossoli per terra è impressionante. E quanti ne avranno ancora da sparare! Questa è una città che può essere equiparata a Napoli, con tutte le sue problematiche e similitudini. Essermi trovato a piedi alla periferia di questo sbandamento, non è affatto piacevole. Per passare la notte abbiamo bussato a molte porte, finché una si è aperta e Mustafà ci ha permesso di dormire nel salotto di casa, per quanto si possa dire “dormire” in quella condizione. Con l’ansia per quello che succederà il giorno dopo.